Oggi sono 40 anni che è morto, alla Madonnina, a due passi dalla mia casa, dalle Marcelline, dai posti dove sono cresciuta .
Io ce l’ho, da sempre, nel cuore. Più invecchio, più lo comprendo, tutto, fino all’ultima virgola. Ho avuto più di una esperienza -devastante- identica a quelle di Buzzati . Come lui, mi salvo nella pratica di una passione sportiva: lui per le montagne, io per la subacquea.
Oggi ho riletto Poema e fumetti e i miracoli di val Morel, uscito in questi giorni in una nuova- brutta- edizione, ma noi ce la siamo fatti bastare. E ‘stato come un rito funerario , per me .
Già ieri, giorno della memoria dell’olocausto, non è andata troppo bene, a scuola : abbiamo visto ” Il pianista” di Polanski, con colonna sonora quasi integralmente di Chopin,Notturni vari ( Borderina, se mi legge, sa che questi fanno piangere anche i sassi …e io non sono un sasso) .
Per me, però , il giorno della memoria è questo. La memoria della morte di Buzzati. Io l’avrei fatto felice, se fossi nata ai suoi tempi. Con lui avrei avuto un’intesa e una complicità totali: le stesse paure, gli stessi modi per riscattarle, gli stessi gusti letterari, lo stesso amore totale per la mamma . E so quel che dico . Ho conosciuto la moglie Almerina, ho parlato con lei a lungo delle passioni di Dino.
Buonanotte
6 febbraio 2012 alle 11:30 pm |
natale 1969, sedici anni, mia madre mi guarda perplessa mentre sfoglio il Poema a fumetti che mi ha regalato. Consumato a forza di sfogliarlo, scoprie di poter scrivere l’essenziale con l’aiuto potente delle immagini. “…anche la terra è stanca e si sta afflosciando sulle ginocchia di dio..” Dio!
Grazie mamma.
7 febbraio 2012 alle 6:18 am |
Senza le tue parole, ecco il mio solito post melenso di fine gennaio… (e non è la prima volta che mi capitano coincidenze buzzatiche di questo tenore)
Lui commenterebbe:” un caso, una coincidenza ? O un remoto contatto, dalle lontane caligini del Mistero ? Chissà…”
(un inedito, di Buzzy, in mio possesso, qua!)
GRAZIE, senza!
8 febbraio 2012 alle 11:09 pm |
Non so come mai sono arrivato fino qui, sarà un caso, seguendo un filo di link e commenti ormai ingarbugliato, però scoprire una subacquea che ama un montanaro visionario è interessante.
ps: ho visto che usi molto la k.
Come kafka.
9 febbraio 2012 alle 7:04 am |
… e stavo pure per conoscerlo, kazzo, ma lui dovette rinviare un incontro pubblico , perchè stava già male: era il novembre 72 , due mesi prima dell’exitus )
Per ragioni di bon ton non dico quanto era corta la mini che mi ero preparata per l’incontro, nascosta da un cappottone maxi, in modo che le suore non mi rompessero i koglioni vedendomi entrare in aula magna (s)vestita così; speravo di incuriosirlo con le mie domande , di portarlo su temi scabrosi (‘Un amore’, letto di nascosto) e, in buona sostanza, di fregarlo poi ad Almerina, che era ‘vecchia’…. ahahahahh!
Le montagne comunque sono state una mia passione secoli fa.
Su Kafka sai che Buzzy si irrigidirebbe, vero?
(Comunque io divoravo pure Kafka, e mi sarei innamorata pure di lui, se non fosse stato un vero cesso …Buzzy invece era pure bello, porka l’oca!)
9 febbraio 2012 alle 11:51 pm |
E’ proprio Un (vero) Amore! Anch’io ho letto il romanzo nel 1969-70, su indicazione del prof di lettere, sempre sia lodato…! Ma ho sempre preferito le atmosfere “magiche” dei racconti.
L’accostamento K. / B. è contrastato, e a ben vedere poco calzante, è vero. Ma sono entrambi infatuazioni di gioventù, totalizzate poi dall’essenza scarna e definitiva di Samuel B.
Bando al bianco e nero, ci sono anke i kolori!
9 febbraio 2012 alle 11:58 pm |
scusa, pensavo di riuscire a farti vedere dei colori…
10 febbraio 2012 alle 12:02 am |
però da me ci sono riuscito…
10 febbraio 2012 alle 5:41 am |
Beckett, dici, eh? Tra i miei milioni di lettori, ce n’è uno ( che scrive splendide brevi storie dall’epilogo sconvolgente ) che è un vero cultore di Beckett.. però non commenta praticamente mai… io semplicemente percepisco quando mi legge. Ora non lo sta facendo.Quando lo farà,te lo presenterò.
Mi ha detto Almerina ( che ho conosciuto qualche anno fa DI PERSONA , sia detto con malcelata nonchalance ) che a Buzzy dava un gran fastidio questo sostenere che si fosse abbondantemente ispirato a Kafka.

La tua suggestiva immagine eccola qua, con la didascalia che ho trovato in rete, nel sito dell’università dell’Amicomare di Mantaland,Tuamotu island:
sopra : rara fotografia di mucillagine fluttuante nel mare di Portofino, con alcuni rametti di candide eunicelle simbionti. Presente, sullo sfondo, zooplancton luminescente, a riprova dell’innocuità della mucillagine medesima (immagine di proprietà del signor Senza )
10 febbraio 2012 alle 10:43 pm |
adoro le piccole storie dall’epilogo sconvolgente.
Dell’origine dell’immagine, ti racconto nel commento da me.
Quanto ad Almerina, me la immagino sempre con quattro occhi, come Eura.
11 febbraio 2012 alle 5:30 am |
(ho visto che le scrivi anche tu , le brevi storie dal’epilogo sconvolgente…ancora bravo, per la terza volta!)
Eura , col suo faccino minuto, è proprio il ritratto di Almerina. Lei è così, anche adesso. Naturalmente ora è vecchia, ohimé…ha -credo- compiuto abbondantemente i 70 anni. Però porta ancora una lunga infantile treccia nera dietro le spalle, condita da un atteggiamento vagamente ribelle, anticonformista. Spesso vestita di rosso fuoco, ancora snella, ancora si fa notare( lo sai che lei aveva 25 anni e lui 60 quando si sposarono?)
C’è una poesia di Buzzy… chissà se è stata scritta per Almerina? O per Laide? Ho voglia di postarla qua- ché sono un po’ melanconica oggi, e ci sta proprio bene. Si chiama
GIORNO VERRA’
Coi progressi della medicina
vivrai ancora ottant’anni,
come minimo, amore.
E io, a quel tempo, polvere.
Polvere, e qualche osso, semmai.
Ma questa non sarà morta
che scrivo: per il pianto e la vita
che ci metto .E lieve
scenderà sul tetto
dell’immenso ospedale
dove starà morendo la vecchia
che porta il tuo caro nome.
Nell’interno del corpo
in sfacelo
una bambina tremerà di paura
singhiozzando : l’anima tua,
sempre la stressa !
Non più musiche allora, non creme
di bellezza, abiti chic,
né desiderosi sguardi ,
né attesa della fortuna.
Un rudere abbandonato
sul letto numero 15
secondo reparto chirurgia.
A ricordarsi di te
in tutto il mondo, soltanto
queste mie parole,
e tu non le capirai
perché non le hai mai capite.
Ma ti calmeranno un poco
la pena e la solitudine.
(sulla vexata quaestio dell’origine della tua immagine marina, mi sono pervenute nuove info, che aggiungo da te )
12 febbraio 2012 alle 10:39 pm |
Dunque, a proposito di coincidenze, ieri sera apro il libro di Poesie di Buzzati (quello con la copertina morbida azzurrina), e il segnalibro era a pagina 61, proprio sulla poesia che hai messo qui sopra. Un caso? Erano anni che non aprivo quel libro, mi stai facendo tornare su passi lontani…
Il tuo terzo “bravo” mi inquieta. Ci sarà una quarta volta? E cosa succederà allora? Non so fare nè ricevere complimenti, ma sotto sotto, apprezzo e so apprezzare.
ps: non ho trovato SUB, zone alpine queste…peraltro, mi piace nuotare in superficie, penso di avere qualche problema sul fondo.
13 febbraio 2012 alle 6:16 am |
ecco qua il quarto “Bravo”: i nomi! I nomi che scegli per i tuoi montanari : Redenta, Antelao, Pulsatilla…sono nomi suggestivi, in un certo senso buzzatiani (saprai che Buzzati sui nomi dei suoi personaggi meditava a lungo…Laide,per esempio!)
Sub che non hai trovato: sono in difficoltà a dire al Supereroe che la rivista è stata mal distribuita, perché un mio conoscente – per farmi atroce scherzo- recentemente mi ha scritto, qui sul blog, di non averla trovata in centro a Milano (è il commento numero 2, del signor Pipework). Ho subito fatto sapere la cosa al Supereroe, che ha fatto un kazziatone a quelli della distribuzione… tutto risultava normalmente distribuito , e ne è seguito uno spiacevole chiarimento, in cui ho dovuto dire che mi avevano fatto uno scherzo. Sic stantibus rebus, ti mando l’articolo per posta, e ti ringrazio dell’interesse.
16 febbraio 2012 alle 11:45 pm |
Kakkio, non volevo suscitare vespai, si vede che la rivista, ben distribuita, ha avuto successo, e ha venduto tutti i suoi numeri.
Grazie per il commento sui nomi, Infatti i nomi sono importanti, e B. riusciva a trovare nomi stupendamente comuni ma un po’ misteriosi, non datati, ma quasi. Si vede il suo “mestiere” come cronista.
Io comunque sono infinitamente meno serio, ho scritto anche del rag. Anella Gaspare e di sua moglie Adele rag. Giri.
17 febbraio 2012 alle 6:15 am |
-Adele rag.Giri è una mia cara amica, spero che tu non ne abbia scritto male …