Buzzy :” io mi trovo vittima di un crudele equivoco. Sono un pittore il quale, per hobby, durante un periodo purtroppo alquanto prolungato, ha fatto anche lo scrittore e il giornalista. La pittura per me non è un hobby, ma il mestiere; hobby per me è scrivere”.
Dario Fo :”dico sempre che mi sento attore dilettante e pittore professionista”
Interessante somiglianza. Io – si licet parva componere magnis- del resto vorrei dire che scrivere storie di pesci per me non è un hobby, ma il mestiere; e che invece hobby per me è insegnare
Se andate a Palazzo Reale, potete vedere, fino a giugno, “DARIO FO A MILANO: lazzi sberleffi dipinti” .
Fo dipinge, da sempre. Mica lo sapevo. Né sapevo che studiò a Brera, dove era uno dei migliori allievi della sua classe, e aveva bazzicato maestri come Carrà.
Non sapevo che Franca Rame appartiene a una famiglia di artisti girovaghi fin dal 600, nella scia della commedia dell’arte; non sapevo che fu lei a far scoprire a Fo la satira come “strumento fondamentale per la propria elaborazione artistica”(cit. dalla locandina).
C’è davvero un sacco di roba, e molta –enormi acrilici che riempiono una parete- è del 2011 o addirittura di quest’anno. Di tutto quello che ho visto, particolarmente originale il percorso di storia dell’arte “satirica” che cerca –e trova- la satira un po’ dappertutto: e mi ha fatto molto piacere vedere un quadro “omaggio a Bosch e a Bruegel il vecchio”, individuati come gli artisti maestri della satira nella storia dell’arte europea. Come i miei milioni di lettori sanno, Bosch è il mio pittore preferito (molto amato anche da Buzzy, ça va sans dire , e la simbologia nascosta nel Giardino di delizie è più divertente da decifrare che cercare ircocervi o tentare improbabili lipogrammi di aforismi zen).
Però Fo sul Giudizio Universale nella Cappella Sistina ne dice una che mi sembra molto azzardata. Mi riservo di chiedere innanzitutto, lunedì, chiarimenti tecnici al mio collega prof di musica, diplomato in corno francese... Borderina, inoltre, potrebbe dire la sua, da esperta.
Dunque Fo dice che Michelangelo- apposta per sfottere- scelse di rappresentare gli angeli mentre suonano una tromba fatta in modo tale da non poter produrre altro suono che un’unica nota: uno spernacchiamento, intenso, ripetuto da tutte le trombe presenti . Mahhh …io conosco un po’ la vita di Michelangelo, so che non gli mancarono le polemiche coi potenti – e con Giulio II in particolare – però questa mi pare grossa… mi pare che la Tromba del Giudizio sia , da sempre, immaginata così… o mi sbaglio?
Comunque ecco qua il quadro di Fo che fa il verso a Michelangelo (che a sua volta, dunque, farebbe il verso al credo di Giulio II)


