curiose analogie, e anche trombe, pernacchie, sfottò.

14 aprile 2012

Buzzy :” io mi trovo vittima di un crudele equivoco. Sono un pittore il quale, per hobby, durante un periodo purtroppo alquanto prolungato, ha fatto anche lo scrittore e il giornalista.  La pittura per me non è un hobby, ma il mestiere; hobby per me è scrivere”.

Dario Fo :”dico sempre che mi sento attore dilettante e pittore professionista”

Interessante somiglianza. Io – si licet parva componere magnis- del resto vorrei dire che  scrivere  storie di  pesci per me non è un hobby, ma il mestiere; e che invece   hobby per me è insegnare

Se andate  a Palazzo Reale, potete vedere, fino a giugno,   “DARIO FO  A MILANO: lazzi sberleffi dipinti” .

Fo dipinge, da sempre. Mica lo sapevo. Né  sapevo che studiò a Brera, dove era uno dei migliori allievi  della sua classe, e aveva bazzicato maestri come Carrà.

Non sapevo che Franca Rame appartiene a una famiglia di artisti girovaghi fin dal 600, nella scia della commedia dell’arte; non sapevo che fu  lei a far scoprire a Fo la satira come “strumento fondamentale per la propria elaborazione artistica”(cit. dalla locandina).

C’è davvero un sacco di roba, e molta –enormi acrilici che riempiono una parete- è del 2011 o addirittura di quest’anno. Di tutto quello che ho visto, particolarmente originale il  percorso di storia dell’arte “satirica” che cerca –e trova- la satira un po’ dappertutto:  e mi ha fatto molto piacere vedere un  quadro “omaggio a Bosch e a Bruegel il vecchio”, individuati come gli artisti maestri della satira nella storia dell’arte europea. Come i miei milioni di lettori sanno, Bosch è il mio pittore preferito (molto amato anche da Buzzy, ça va sans dire , e la simbologia nascosta nel Giardino di delizie è più divertente  da decifrare che  cercare  ircocervi o tentare improbabili  lipogrammi di aforismi zen).

Però Fo sul Giudizio Universale nella Cappella  Sistina ne dice una che mi sembra molto azzardata. Mi riservo di chiedere  innanzitutto, lunedì, chiarimenti tecnici al mio collega prof di musica, diplomato in  corno francese... Borderina, inoltre, potrebbe  dire la sua, da esperta.

Dunque Fo dice che Michelangelo- apposta  per sfottere- scelse di rappresentare gli angeli mentre suonano una  tromba  fatta in modo tale da non poter produrre altro suono che un’unica nota:  uno spernacchiamento, intenso, ripetuto da tutte le trombe presenti . Mahhh …io  conosco un po’  la vita di Michelangelo, so che non gli mancarono le polemiche coi potenti – e con Giulio II in particolare – però questa mi pare grossa… mi pare che la Tromba del Giudizio  sia , da sempre, immaginata così… o mi sbaglio?

Comunque ecco qua il quadro di Fo che fa il verso a Michelangelo  (che a sua volta, dunque,  farebbe  il verso al credo di Giulio II)

Chiara Manta, Bruno Benoît : e le murene stanno a guardare (un finale diverso -indecente- come suggerito forse da Senza)

5 aprile 2012

  di Mantolina Streghizio

….subito le mani di Benoît mi  afferrano  saldamente  per  entrambe le braccia. Benoît   mi scruta il viso,  dentro la maschera; io gli faccio segno che va tutto bene ma non è vero,  sono andata in affanno, proprio  per il fatto che lui mi sta toccando le braccia (e si noti che sulle medesime ho 5 centimetri di neoprene, ma.. oh, la mia sensibilità, oh, oh…)

Egli si accorge del mio turbamento e…povera me, mi prende per mano . Ora mi manca il fiato dall’emozione. Tolgo scioccamente  l’erogatore di  bocca  e  sorrido. Ma Benoît mi fraintende:  leva anch’egli l’erogatore  ,  mi si accosta con  labbra umide (molto umide, naturalmente); io sono  ipnotizzata, guardo quella bocca che si avvicina, chiudo gli occhi ;   mi sento  frugare dentro    da quello che parrebbe  un esemplare adulto di nudibranco, morbido ,  pastoso,  consistente, al contatto con la mia mucosa boccale.

Prevale subito in me un senso di rispetto per i folletti di mare e la preoccupazione di  far loro  del male: vorrei dirlo a Benoit,  che certo condividerebbe  con me questa preoccupazione, ma non so come comunicargli la mia ansia. Comincio così a scalciare violentemente, con le ginocchia,  nella speranza ch’egli mi intenda. Infatti : il giovine deve aver compreso, e deve anche aver salvato il morbido nudibranco, perché, improvvisamente, non lo sento più nella bocca.  Apro gli occhi e vedo il mio Benoît che, nella divina luce azzurra del tramonto , una mano sulle pudenda,  cerca di  allontanarsi,  muovendo le gambe con  fatica. Ha forse un improvviso crampo? Mi domando preoccupata,  pronta ad intervenire in soccorso. Ma  non ne ha bisogno  : vedo che egli si allontana sempre più rapidamente. ”Sta certo portando in salvo il tenero nudibranco”- penso, ammirata – che animo sensibile! Lui, sì , sento che lui è quello che aspettavo! Lui il principe, azzurro come l’Amicomare, lui  che amerò per sempre! In quel momento  vedo un guizzo sul fondo : Nena la murena, prima di rintanarsi di nuovo, fa un ghirigoro sulla sabbia. Scendo a guardare.    Inequivocabile: ha disegnato un cuore,  presagio del roseo, felice futuro  che avrò per sempre insieme al mio amore.

FINE

P.S.  So di aver deluso qualche lettore : ma proprio non mi riesce di  scrivere un pezzo  più indecente di così  (ed è tutta  colpa della mia Wintermami…ché, se  fosse stato per la Tartamami, avrei  potuto parlare di  una darkroom per ogni relitto )

L’onore e il folletto cattivo

2 aprile 2012

 L’unica volta che  litigai seriamente con un folletto di  mare (piccolo, tra l’altro) fu all’isola Mauritius, giù in fondo all’Africa,

                                                                                            [ omissis]

Dunque, se vi parlano di due enormi murene amichevoli, voi state –comunque- in campana.

à la bougainville comme à la bougainville

25 marzo 2012

Odio i guanti: tolgono  la percezione dei sentimenti  dei folletti (di mare, ma anche di terra). Lei, sofferente dopo l’inusitato freddo dell’inverno, non voleva essere curata.  Io l’ho fatto lo stesso , e lei si è vendicata.

La Buona Azione con lo scatolino

22 marzo 2012

 Quando  ero  davvero piccina, la mamma mi aveva iscritta agli  scout: ed è lì,  tutto sommato , da ‘coccinella’ in campeggio, che  esplose la mia   passione per la natura :…..

                           [ omissis]

 Ecco, oggi ho fatto la mia  BI. A., l’ atto di cortesia non esplicitamente  richiesto . Sono ancora  una scout.

Capitano di lungo Sorso

13 marzo 2012

Sono in un grande  negozio di nautica, che vende roba usata a prezzi stracciati .  Al bancone un tipo alto,  traverso (come dicono a Genova), espressione  un po’ ironica,  segnata da profonde rughe; è il   tipico  tombeur des femmes in declino …65, 70 anni? Io sto acquistando metri e metri di cime e sartie, di varie misure, perché  sono avanzi di magazzino e costano cifre ridicole (le cime nautiche sono carissime, non avete idea quanto care, miei ignari  milioni di lettori). Faccio la scorta, per  quadri di nodi nautici ( che sono le mia ultima passione), per decorazioni varie a Zoagli, per nodi su  scatoline porta-misteri, per un futuro eventuale laboratorio a scuola sui nodi nautici…)

Il tipo alto e traverso mi si fa innanzi con passo baldanzoso: “Ma a che le servono tutte queste cime? Che barca ha?”

Io, scherzando: “ Non ho la barca: devo impacchettare una casa… ha presente certe opere d’arte moderne?”

Lui (tendendo la mano):”Ah,ecco, sì! Comunque, piacere… io sono un Capitano di Lungo Corso”.

Voce Fuori Campo: “Capitano di Lungo Sorso, vorrai dire …”

Risate di lui, risate di un tizio che arriva, alto e traverso come lui :“Non gli dia retta, dice sempre un sacco di belinate”- aggiunge.

Risata di circostanza mia. Penso pure  a  Schettino, e alla categoria, dal prestigio ormai rovinato .  Poi mi sposto e vado a rovistare nel saccone delle sartie più grosse. Bellissime, non costano un kazzo. Ne seleziono alcune.

Lui torna: “Ma la sa fare la gassa d’amante doppia senza cima?

Io : ” So fare, naturalmente, la gassa d’amante ( il nodo più banale che si fa in barca, per ormeggiare  e per mille altri usi), ma questa che dice lei, no! Mai sentita!”

Capitano di lungo Sorso:” Ecco, le faccio vedere”. Prende in mano la cima, le fa fare un po’ di circonvoluzioni, poi:” Ecco, adesso, vede, il cappio lo deve scappellare, così (esegue)…ha capito?”

Io:”Francamente, no!”

Guardi , le faccio vedere di nuovo. Prende la cima, le fa fare un po’ di giri , poi me la passa, e – tenendo la sua mano sopra la mia ad accompagnare il gesto:”Ecco, adesso lo scappelli, piano, con delicatezza, così…”

Uhmf.

Enrico IV e la Messa

3 marzo 2012

SUB di marzo è  uscito ieri l’altro, ma ho già ricevuto una telefonata da un’amica (architetto) : “Ciao, si vede proprio che è un testo scritto da una prof.! (con sotteso bonario disprezzo) “Ah sì? E come mai? “, chiedo. ” Eh, beh, hai tirato fuori pure il riferimento storico!”

Cari milioni di lettori, sappiate che nel pezzo si descrive un incontro sessuale tra due seppie; io  ho assistito, sola, al rarissimo spettacolo, attardandomi  sotto  oltre il dovuto, e incorrendo perciò, una volta risalita in barca,  nelle  prevedibili ire della guida. Ho concluso il pezzo  dicendo: chissenefrega! Una seppia in amore val bene una sgridata per Mantaxxxxxx, se Parigi val bene una messa per Enrico IV.

Mi era sembrata una conclusione carina . Invece è una roba spocchiosa? Suvvia, leggete l’articolo – in piedi dal giornalaio-  e poi ditemi il vostro parere.

Luogo, modalità, età: la PERFEZIONE.

2 marzo 2012

Montreux è un posto  bellissimo ,  lasciatelo dire a me, che  ho quasi vissuto da quelle parti , quando ero ultrakokkolina.

La modalità della morte, poi, è assolutamente meravigliosa:  si pensi all’evitamento di inutili torture  in un letto d’ospedale…tagliamo un pezzettino oggi, facciamo un po’ di chemio domani, sperimentiamo coi raggi gamma dopodomani…

Anche l’età , mi sembra perfetta: lunga abbastanza per aver collezionato esperienze (e quali! ), ma breve abbastanza da rispiarmarsi l’arteriosclerosi  degli ottantenni.

(Chi ha  una ricetta  per me, perché mi succeda  come a lui?)

IL BAGNO DI FOLLA : UN RESOCONTO PONDERATO

19 febbraio 2012

 Cari milioni di fans,

 ieri è stato bellissimo, per me, incontrarvi tutti. In particolare vorrei ringraziare della visita Winterblossom, che ho subito riconosciuto per la statuaria bellezza, l’aria tenera e intimidita, la mise casual, che metteva in rilievo le lunghissime-tornite- gambe (uno dei miei folletti, Granchioragno, ho sentito che dava di gomito a un collega, dicendogli: toh, hai visto? Non credevo che anche qualche  umana…)

Tartamami,  tremendamente sexy, inguainata  in un tubino corallo, è stata circuita pesantemente dal più bello dei miei nudibranchi  body-guard, che strisciava lascivo verso di lei, con la scusa di volersi nascondere, appunto, nel corallo:  ho dovuto minacciarlo di licenziamento, per farlo smettere !

Borderina, dal fascino algido,  ancor più provocante perché glaciale, spiccava tra il pubblico, avvolta in una nuvola di chiffon color amicomare: tutte le mie sirenette di corte  le si sono assiepate intorno, per imparare nuove acquoree  ammalianti musiche… e lei non si è fatta pregare: è salita sul palco a suonare il Mareforte, tra generali ovazioni.

 Celacanto, splendidamente a suo agio nell’ambiente marino, anche per ragioni  toponomastiche, spiccava per il suo fascino austero: catalizzava gli sguardi delle più  sinuose ascidie,  che rivolgevano  verso di lui tutti i loro  sifoni. Ha avuto un piccolo skazzo con Senza, arrivato in incognito, mascherato da godot d’acqua:  Celacanto  giudicava irriverente tale mascheramento, e glielo  ha detto apertamente, aggiungendo che  semmai ( “badi bene, semmai…”) tale mascheramento sarebbe spettato a lui, Celacanto, da sempre cultore del godot di terra  . Allora Senza, senza  indugi, senza parole, senza vestiti,  si è tolto la maschera, appalesando una monozigotica somiglianza con Tom Cruise; a quel punto   le  molte donzelle pavonine presenti  gli  si sono buttate addosso ,  a furor di pesci , urlando “à la mer comme à la mer!” E’ stato necessario ricorrere al servizio d’ordine di FB (Folletti Barracuda), per riportare il decoro  al padiglione 6, dallo stand G23 al G28

Opi, ieratica e bellissima nella sua tunica color spumadelmare , una  coroncina di  acetabularie in testa,  lieve come una dea, non riusciva ad accostarmisi perché potessi abbracciarla: una decina di polpilubrichi  la molestava (ho dovuto mandare un possente FB a prelevarla con una seppia motorizzata, per riuscire finalmente a salutarla, dopo 10 anni di virtuali  amicizia e   sostegno  )

  Puronanovergine  sarà anche nano e vergine, ma, come è arrivato, ha sparato subito qualcuna delle sue pillole divertenti, irriverenti, dissacranti , attirando immediatamente l’attenzione di tutte le  minute –e bellissime-   asterine gibbose presenti in sala. Non ho indagato ulteriormente, ma credo si sia fidanzato .

L’imponente Uriele, ( uno che assolutamente il fisico ce l’ha in sé e per sé),   è arrivato all’ultimo, con un meraviglioso  mazzo misto di cipree e turritellidi, legate da un  nastro di impalpabili neutrini, che ha voluto portarmi sul palco, suscitando una certa invidia nei miei riguardi da parte delle scorfanette, presenti in gran numero in sala ;  sono stata costretta a distribuire  cipree e turritelle tra  le scorfanette medesime ,  affinchè ognuna potesse serbare  un ricordo piacevole dell’ evento.

Quanto  a me,  spero che la mia lectio magistralis sui conflitti psichici della manta birostris non vi abbia annoiato, se non altro perché sottolineata dalle note azzurre del Mareforte suonato da Borderina.

 E’ stata una gioia conoscervi, cari amici di squama…arrivederci all’ Eudishow2013!

EUROPEAN DIVE SHOW (Eudishow 2012)

17 febbraio 2012

Domani , indossato  un semplice vestituccio (  lungo  abito  color  amicomare , impreziosito da  vere squame di pesce d’oro, con strascico di corallo peau d’ange sorretto da 12 folletti di mare),  Mantaxxxxxx sarà all’Eudi show,  padiglione 6 ,   pronta a firmare  autografi ai suoi milioni di fans, e anche alle miriadi di lettori  di zuppadiparole, che certamente non vorranno perdere l’occasione di un incontro così speciale. Non mancate questa occasione unica! La prossima estate è in progetto un viaggio dallo squalo Zambesi, noto mangiatore di subacquei; pertanto l’anno venturo  potrebbe non esserci più l’occasione di incontrare questa grande  amica dei folletti di mare, esperta nel gioco degli scacchi con i calamari,  profonda conoscitrice della psicologia dei nudibranchi ( e  persino dei lunetti, perché è una strega eclettica)


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